Settant’anni fa, il 19 settembre 1954, il ministro degli Esteri Attilio Piccioni si dimetteva da tutti i suoi incarichi a causa dello scandalo che aveva travolto il figlio Piero, accusato dell’omicidio colposo di Wilma Montesi.
Piero Piccioni, noto musicista jazz e all’epoca fidanzato con l’attrice Alida Valli, venne arrestato due giorni dopo e trasferito nel carcere di Regina Coeli.
Il caso all’epoca fece molto rumore. L’11 aprile 1953 il corpo seminudo della ventunenne Wilma Montesi venne ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica, sul litorale romano. La ragazza, di famiglia modesta ma con aspirazioni cinematografiche, era scomparsa due giorni prima ed era morta annegata. Inizialmente si pensò ad un malore e il caso archiviato. Un’intensa campagna stampa, che ipotizzava il coinvolgimento di esponenti dell’alta società romana, indusse successivamente i magistrati a riaprirlo con sviluppi clamorosi. Solo nel 1957 il processo si concluse con l’assoluzione di Piccioni e di altri due coimputati.
La vicenda ebbe importanti conseguenze sulla carriera politica del padre, che nel corso degli anni ricoprì incarichi di primissimo piano: parlamentare, vicepresidente del Consiglio, ministro degli Affari Esteri, ministro di Grazia e Giustizia, segretario della Democrazia Cristiana.
Attilio Piccioni era nato a Poggio Bustone il 14 giugno 1892, studiò a Rieti e morì a Roma il 10 marzo 1976.
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foto Centro Studi Malfatti

