a cura di Format

Ottobre 2024

#ORGOGLIO REATINO

IL PRESEPE DELLA PACE: OPERA SOTTOVALUTATA

eventi, natale, turismo

 Fu accolto con una lettera di riconoscenza da parte di Sua Santità Giovanni Paolo II, in quel lontano 1980. Il nome gli fu imposto dal Cardinale polacco Ladislao Rubin che partecipò all’inaugurazione: ‘Presepe della Pace’. Pensato e fortemente desiderato dall’artista reatino Renato Buccioni, allora presidente del Comitato Cittadino Reatino della “Festa del Sole”, e da tutti i volontari che contribuirono alla creazione della scultura.

Un’opera monumentale realizzata sulla collina di Sant’Antonio al Monte grazie alla forza e alla determinazione di coloro che trasportarono a spalla centinaia di blocchi di pietra e di cemento fino alla grotta, luogo in cui nel 1977 saranno scolpite le figure della Madonna e di San Giuseppe, seduti in adorazione, e quella del Bambino Gesù in atteggiamento benedicente. Nel corso degli anni la composizione fu ampliata, si aggiunsero tre statue raffiguranti i Re Magi e successivamente cinque figure inginocchiate con le braccia alzate a simboleggiare i cinque continenti. 8 statue più la Natività di quattro metri e mezzo ciascuna, realizzate in pietra di cava ed armate in ferro e cemento che svettano in una grotta naturale a pochi passi dalla superstrada ma ben visibili da varie parti della Città. Un progetto su cui molte volte siamo tornati in questi anni, meravigliandoci di come, mortificandolo, non si sia mai sfruttata la possibilità di farne richiamo per la nostra zona. Un’opera impegnativa, al limite dell’impossibile (ben raccontata nel libro di Elsa Boscardini ‘Una storia vera: il presepe della pace), realizzata sotto il picchetto attento dei militari che presidiavano l’area sottostante, oggi tornata di proprietà comunale, con nuove destinazioni ipotizzabili. Attualmente il Presepe è di nuovo completamente abbandonato a se stesso, situazione che si ripresenta regolarmente e che Format monitora ritenendola una delle eccellenze della nostra terra da collegare alla Valle del Primo Presepe ed al Giubileo del 2025. Non è più leggibile il cartello che lo descriveva. La vegetazione lo ha inglobato rendendone difficile la vista al turista di passaggio ed impedendo di procedere alla riparazione dei danni provocati su una statua dal distacco di una roccia. Manca poco al Natale, vorremmo tornare a vederlo risplendere nei tempi giusti, portatore di un messaggio di pace e solidarietà tra i popoli quanto mai attuale. Lo dicemmo anche in passato: Gubbio fa numeri con l’albero di natale più grande del mondo disegnato sulla collina, noi abbiamo la rappresentazione sacra del Natale formato gigante, a due passi da Greccio, abbandonata su una collina...

Format sett-ott 2024

Foto d'archivio G. Wind

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