a cura di Matilde Fallerini

Novembre 2024

RIETE DDE NOJANDRI

LE CHIESE SCOMPARSE: SAN LORENZO SUL FIUME MELLINO (VELINO)

storia, storie

di Matilde Fallerini - Nello slargo di via Garibaldi, quasi di fronte a Santa Caterina, c’è un piccolo edificio confuso con le attuali case. Se si osserva è possibile individuare la facciata di una chiesa, quella di San Lorenzo, con portone centrale e due finestre piccole originali. Le prime notizie di questa chiesa, appartenente all’Abazia Di Farfa, risalgono all’XI secolo, solo nel 1152 fu ceduta al vescovo Dodone. La chiesa aveva un tetto a capanna e un solo altare, con sopra un affresco raffigurante la Vergine con il Bambino tra San Lorenzo e San Rocco. Era assai povera e disadorna anche se era parrocchia, solo in seguito, furono eretti alcuni altari per devozione dei parrocchiani. Con il passare del tempo la chiesa cadde in rovina e nel XVI secolo il suo stato risultò deplorevole, tanto che il visitatore apostolico Camaiani (1574) decise di unirla alla chiesa di San Bartolomeo, ma i parrocchiani vollero ripararla e così la chiesa sopravvisse per altri due secoli. Nel XVIII secolo subì una grande trasformazione, il dipinto cinquecentesco sull’altare maggiore fu cambiato con una tela raffigurante la Madonna della Vittoria e furono realizzati due altari dedicati alla Maddalena e a Sant’Omobono. Nonostante questi cambiamenti la chiesa restò sempre più dimessa e disadorna tanto che fu unita a quella della vicina chiesa di San Leopardo. Anche le donazioni dei parrocchiani, non risolsero i problemi e dopo il crollo di una parte del tetto, la parrocchia fu unita definitivamente alla chiesa di San Giuseppe (già Bartolomeo). La chiesa fu spogliata di tutti gli arredi e il quadro della Madonna della Vittoria passò nella chiesa di Sant’Eusanio. Fino agli inizi del Novecento, nel quartiere di Porta d’Arci si celebrava la festa in onore di questa Madonna, con una processione che passava lungo le vie del rione. In questa occasione un tale soprannominato Cioffa, metteva fuori della sua casa, sulla strada, un barile di vino a disposizione di chi volesse berlo. Era diventato un rito e quando era vuoto la gente cantava: “Co’ la Madonna della Vittoria, lu butticillu ddè Cioffa s’è nn’è itu ‘n gloria” 

Foto 01 -       
Scorcio di via Garibaldi. La chiesa di San Lorenzo è sulla destra con un croce sulla parete, com’era in uso nel passato, per ricordarne la presenza

Foto 02 -
La chiesa con il tetto crollato

Foto 03 -
La chiesa come si vede oggi

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