A cura di Maurizio Festuccia - Esile, Magro, due occhioni vispi da fur(b)etto ed un sorriso che spacca. Leonardo Panetti si presenta così, sempre in punta di piedi ma con un’educatissima esuberanza che te lo fa amare a primo acchito.
Figlio d’arte, ha mosso i primi passi nel mondo della magia da piccolissimo, scrutando il padre (Rino, in arte Jensen), cercando di scoprirne i trucchi, le movenze, il profumo della passione.
Ed oggi è uno dei più apprezzati manipolatori al mondo, in barba alla sua giovanissima età, solo 18 anni.
Come, quando e perché ti sei avvicinato alla Magia?
“Il mondo ‘magico’ di mio padre non mi affascinò da subito. Avevo 13 anni ed un giorno, però, gli chiesi di insegnarmi un gioco con le carte e da lì scoccò la scintilla. Volli allora approfondire sia leggendo i suoi vari libri in casa, sia navigando su YouTube alla ricerca di qualcos’altro; tra i tanti, seguii Roberto Giobbi, un bravissimo cartomago. Scoprii che la magia con le carte è prevalentemente basata sulla tecnica, cosa che io adoro e che mi è sempre tornata facile da attuare, ritengo di avere una felice manualità che oggi caratterizza quasi totalmente i miei spettacoli. Questa mia attitudine, affinata con il tempo, mi ha poi portato a scegliere proprio questa disciplina: la manipolazione, forse la più difficile da compiere ma più affascinante da presentare al pubblico.”
Le tue primissime esibizioni?
“Al di là dei primissimi giochi da principiante in classe, con gli amici di scuola, il vero, primo spettacolo fu un saggio al Club Magico di Roma e, benché fossi agli esordi, ricordo che andò molto molto bene.”
Lo stupore di chi assiste ad una tua esibizione, presumiamo, sia benzina per un mago
“Sicuramente, è ciò per cui noi facciamo Magia, si regala un’emozione forte. E’ un qualcosa che piace a tutti: c’è chi ti guarda con ‘diffidenza’ ma c’è anche chi si lascia trasportare dallo stupore e si fa conquistare, esterrefatto, dalle tue capacità... magiche.”
Onore al DNA di tuo padre, ma grazie anche e soprattutto alla tua perseveranza, oggi puoi dire di aver fatto la scelta ideale, di aver raggiunto dei vertici insperati.
“Sicuramente l’allenamento costante è necessario come il pane in questa disciplina. Serve fare brainstorming in gruppo per cercare nuove soluzioni ai tuoi giochi, meglio se mai applicate fino a quel momento. Serve avere al fianco un ‘regista’ una capace persona che, dal di fuori, possa capire come e dove tu possa migliorare. E, non da ultimo, serve costruirsi un vero e proprio personaggio, elemento essenziale per caratterizzare al massimo la propria personalità artistica nel modo più singolare ed esclusivo possibile, affinché non possa e non debba mai confondersi con altri colleghi. Non basta salire su un palco ed eseguire un gioco o una serie di giochi più o meno bene, bisogna ben capire chi si è lì sopra, entrare in una seconda pelle, e creare una sorta di alone magico attorno a se’. Il personaggio studiato dovrà calzarti sempre a pennello, quello non da interpretare ma da essere.”
Quali sono gli elementi essenziali per essere un vincente in questo settore?
“Appunto, crearsi un personaggio, allenare continuamente la propria tecnica e cercare di allestire uno spettacolo diverso, nuovo, che la gente non conosce. Sono elementi semplici ma essenziali che, grazie al continuo studio con il tuo regista devono riuscire a farti ritagliare uno spazio tutto tuo, assolutamente inconfondibile ed esclusivo, che esalti le tue capacità, caratterizzi il tuo spettacolo e faccia ricordare indistintamente da chiunque il tuo singolare personaggio.”
Hai citato il... ‘regista’, che ruolo ricopre questa persona nel tuo mondo?
“Direi fondamentale! Vittorio Marino, questo il suo nome, mi è stato vicino sin dall’inizio. E’ una sorta di coach che cerca di comprendere nel profondo chi sei, scoprirne i lati migliori, più efficaci, per farteli notare, metterteli in risalto e sfruttarli al meglio in base alle caratteristiche del personaggio che si è creato ed allo spettacolo più adatto che si vuole allestire sul palco. Mi dà delle indicazioni di pura regia in base ai movimenti da fare, alle luci da collocare e seguire, alle musiche da scegliere, alla creazione del contesto in cui muoverò la mia storia magica per l’intera esibizione, oltre ai tempi scenici da rispettare che, come per ogni spettacolo da un palco, sono essenziali e fondamentali per imporre il giusto ritmo ad una qualunque performance.”
Parlaci dei tuoi concorsi
“I concorsi hanno una doppia valenza. Prima di tutto ti fanno comprendere a che punto sei nel percorso intrapreso e se c’è qualcosa ancora da cambiare, da limare; in seconda battuta, avendo un pubblico davanti, puoi ‘sentire’ immediatamente le sue reazioni ma, più di tutto, se addirittura dovessi vincerli, davanti ad una platea costituita per la maggior parte da colleghi maghi, puoi ambire a qualche convocazione negli spettacoli di gala che andranno ad organizzare. Il mio primissimo concorso è stato nel 2021, in remoto, online con l’America (erano i tempi del Covid, ndr). Venne organizzato da Jeff McBride e Lance Burton, due tra i più quotati maghi d’oltreoceano. Il periodo di fermo totale, a causa della pandemia, mi ha permesso di affinare le mie capacità e di misurarmi alla pari con tutti i più grandi esponenti della magia mondiale, grazie al mio video di partecipazione inviato online. Il Lance Burton Team Senegal, fino ad allora organizzato in presenza, in quel periodo fu del tutto in remoto e questo ha favorito la mia competizione con tutte quelle delle più grandi realtà della magia internazionale, azzerando di fatto in un attimo, per... magia, ogni differenza tra noi. E lo vinsi, contro un sudafricano ed un texano, malgrado quest’ultimo giocasse in casa.”
A fine ottobre festa di Halloween una data che dovrebbe rappresentare un appuntamento particolare...
“Ormai questa ricorrenza per me è divenuta un appuntamento fisso allo Zoo Marine di Roma. Dal primo spettacolo che feci nel 2021, di anno in anno è stato sempre riconfermato come una delle più attese attrazioni dell’intero programma. Per me è importante in quanto si svolge difronte ad un pubblico eterogeneo, di ogni età, con gusti ed aspettative molteplici, una prova estremamente delicata, tanto più che mi esibisco anche parlando.”
Fino ad ora, il tuo percorso è stato a dir poco esaltante. Come lo stai vivendo in privato?
“Ho un ottimo rapporto con i miei amici di ogni giorno. Esco spesso la sera con loro e cerco in tutti i modi di non trascurare mai la mia vita sociale. Dedico moltissimo alle prove dei miei spettacoli in casa, è vero, e finché non sono iper sicuro della perfetta esecuzione dell’intera routine che dovrò presentare non mi fermo, ma questo non toglie tempo ai miei contatti con la mia sfera di amicizie. Loro mi seguono, mi coccolano, mi chiedono, tifano per me ma con discrezione senza andare oltre le mie possibilità di... segrete spiegazioni.”
Benché la tua forza sia nella ‘manipolazione’, sei affascinato da altre discipline magiche?
“In realtà, mi piace tutto ciò che stupisce, non ho un settore specifico che mi attrae più di altri. Ma se devo dare preferenza a qualcosa, preferisco comunque sempre i giochi da palco non il close-up (giochi magici che vengono espletati nei singoli tavoli degli avventori, magari in cene particolari o galà. ndr). Ad esempio, il mentalismo, su cui mio padre ha puntato molto per la sua seconda parte di carriera, non mi attrae affatto, mi annoia. Preferisco le cose ‘visuali’, ‘concrete’, dove la tecnica la fa da padrona.”
Ci pare di aver compreso che la tua esibizione non si limita ad una... semplice manipolazione.
“Esatto, sarebbe riduttivo fosse così. Si esce fuori dai vecchi canoni della manipolazione classica, alla Silvan per intendere. Il mio percorso nella magia utilizza la manipolazione ma per arrivare a creare delle situazioni, dei quadri magici sulla scena. Un racconto dove lo stupore, il colore, la musica la storia devono coesistere condurre lo spettatore all’interno di in un mini viaggio magico, affascinante dove accadono delle cose in bilico tra la realtà e l’imponderabile. La Magia, appunto!”
Ricordiamo le tappe più significative ed importanti
Leonardo Panetti è entrato nel Club Magico di Roma, sua prima casa... magica, nel settembre del 2019. Questo è l’ambiente che ama, dove ha maturato amicizie sincere, dove è cresciuto grazie ai maestri, alle conferenze, ai confronti, agli spettacoli.
Nel 2021 Leonardo ha vinto il concorso italiano “VII Eclectica Magic Contest”, oltre ad essersi aggiudicato il Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale della Magia di San Marino
L’anno dopo, 2022, ha vinto il prestigioso concorso italiano “Trofeo Arsenio” aggiudicandosi anche quello del pubblico. Nello stesso anno è diventato membro dell’Academy of Magic Arts - Junior Society (che raccoglie i più promettenti artisti under 21 della magia mondiale). Il suo 2022, ricco di riconoscimenti, lo ha visto invitato in Quebec, da Jeff McBride, per esibirsi nel suo spazio ai Mondiali FISM.
Sempre in quest’anno, Leo è giunto secondo ai Campionati italiani assoluti di magia.
Infine, durante questo 2024, ad agosto, si è esibito a Las Vegas con 6 repliche nella convention MagicLive (tra i più importanti eventi magici al mondo); a luglio si è esibito per un’intera settimana al Magic Castle di Hollywood (Los Angeles), nel tempio della magia mondiale, con ben 28 performances all’interno del prestigioso Palace of Mystery e, sempre in quest’anno, ha conquistato le finali del Campionato Europeo FISM 2024, nella categoria “manipolazione”, con il suo atto “Painting with Magic”. Ultimo successo di Leo è quello appena raggiunto a Riga in Lettonia al MagicMania, un evento magico che ogni anno seleziona maghi da tutto il mondo, conquistando il primo posto in gara con altri 8 concorrenti provenienti da ogni parte del mondo.
Leonardo, con i suoi 18 anni, è il più giovane componente dell’ItaTeam, la nazionale italiana dell’illusionismo, dove il concetto di “squadra” può suonare assurdo per una disciplina che sembra individuale.
Ora, grazie all’affiancamento di Jeff McBride come coach, si sta lavorando ad un nuovo numero da presentare nella stagione 2025/2026. Poiché dovrà affrontare gli esami di stato nel luglio 2025, sarà costretto, però, a saltare i mondiali, ma utilizzerà questo anno per lavorare sulla dizione e sullo stare in scena andando a scuola di teatro oltre, ovviamente a costruire il miglior numero per i successivi mondiali.

