a cura di Massimo PALOZZI

Novembre 2024

POLVERI SOTTILI

TERMINILLO, QUALE FUTURO

politica

di Massimo Palozzi - Il 5 agosto il Commissario agli Usi civici per Lazio, Umbria e Toscana ha deciso la causa promossa dall’Associazione Salviamo l’Orso, stabilendo la demanialità dei terreni interessati dall’ultima revisione del progetto Terminillo Stazione Montana (TSM2). Secondo la sentenza, i Comuni di Leonessa, Cantalice e Micigliano non hanno espletato la dovuta procedura ad evidenza pubblica, fornendo per la concessione del suolo alla TSM s.r.l. “motivazioni insufficienti e stereotipate che non considerano l’impatto ambientale perpetuo degli impianti di funivia”, senza nemmeno chiarire il reale beneficio per le comunità in un’area “di particolare pregio e sostanzialmente incontaminata”, visto che “a causa del notorio cambiamento climatico con innalzamento delle temperature le precipitazioni nevose sull’Appennino sono destinate ad essere sempre minori”. Ergo, quei terreni vanno restituiti alla loro funzione pubblica e non potranno essere utilizzati (almeno alle condizioni attuali) per ospitare le infrastrutture previste: piste, rifugi, impianti di risalita e innevamento.

Il 19 settembre si è invece tenuta al Consiglio di Stato l’udienza di merito sul ricorso contro l’autorizzazione al TSM2 concessa dalla Regione Lazio, dopo il via libera dato dal Tar. Si tratta di schermaglie giudiziarie che nascondono un aspetto sostanziale: da una parte forze politiche e imprenditoriali concordano in maniera trasversale e pressoché univoca sull’utilità del progetto, che anzi è considerato l’ultimo treno per il rilancio del Terminillo. Dall’altra un cartello di agguerrite formazioni ambientaliste ritengono l’operazione un attacco spropositato all’ecosistema montano, peraltro senza alcuna concreta possibilità di remunerazione alla luce dell’ormai consolidata carenza di neve naturale. Carte bollate a parte, varrebbe forse la pena riconsiderare tutto con animo pacato e senso dell’equilibrio.

da Format sett-ott '24

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